Un cocktail, per favore!

Siamo tutti dei gran bevitori,
chi più chi meno e chi non regge tanto,
aspettiamo di assaggiare i nostri errori
per farci perdonare nel rimpianto.
Siamo tutti grandi alcolisti,
ubriachi di tutto e mai contenti,
perché vogliamo sempre nuovi aromi
nel bicchiere della nostra fantasia,
affinché ci riesca già domani
di colmare questa dolce frenesia.
Ma infine, che facciamo poi di male?
Sì, a volte vogliamo far i superbi
e ordiniamo al barman di far capriole
e segnar d'arcobaleno fino in cima
la bevanda della nostra malattia,
aspettando il profumo delle viole
da un campo mai baciato dal concime.
Dovremmo tutti andare dal dottore
a fare visitare queste pance,
domandandogli se è vero che si muore
per osar di mescolare troppe cose,
o se la classica clinica di Francia
ci guarirà da questa pazza dose
mettendoci però sull'avviso
che il prossimo lago di colori
ci riempa di veleno fino al naso.
Ma non prendiamoci in giro,
il bar non chiuderà alle nostre spalle,
se non per qualche breve, finto momento,
poi di nuovo, codardo come il vento,
ci aprirà ai suoi nuovi profumi
ai quali non rinunciano gli infami.
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