Così...di getto
Guardalo...
è ferito!
Chiuso a conchiglia
fra limiti pazzeschi
di un entroterra torbida
E' ghiaccio e fuoco
imbavagliato nello sfregio muto
Conta le ore spicciole protese a prendere
quel che resta per misurare l'aria
...poca...
ormai calamitata in basso
verso ventri isterici
Ma si ribella con l'unica ala spezzata
urlando come falco tra rocce acerbe
coi pugni chiusi in petto
vibra
dal cuore mio che lo protegge si dipana
e con la mano spinge
...è soffio e bacio...
Vola!
...volaaa...
ce la farai!
Ed eccolo che piroetta nel vortice del vento
adesso è Angelo
è furia dentro
con impeto e potenza canta
...in piena libertà d'esistere tra i giochi della vita...
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Commenti (2)
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Mirella Crapanzano25 dicembre 2008
Scritta di getto, ma come un fiume in piena che travolge e sommerge e poi solleva... infine... alla chiusa... si espande in note di bellezza...
Cuccu Anna Maria26 dicembre 2008
Adesso è un Angelo che contro la furia del vento canta e vola pur con una sola ala ferita ormai libero di esprimersi liberamente e senza catene lassù. Molto Apprezzata.

