Caro Anno
Otre che smentisce l'acqua
accatastato su una sedia
sei bello Gian
acqua che vibra limpida
come un cielo senza più nuvole
nelle iridi
ghiacciate, punte di iceberg
che ruotano in alto, in preghiera.
Affiori d'anima,
ne vedo la grandezza Gian,
affogata tra le discariche della morte.
Affastellate parole
sulla bocca a cuore
una bocca da baciare, Maria
rossa come il sangue
versato in offerta
al silenzio inconcluso
del ronzio delle anime
tra i transistor dei sogni pagani.
Ti sento Maria
mentre annaspi vita
fra gli echi smentiti.
Con conati di riso residuo
deviati dal corso
dei tuoi pensieri
come un giocattolo
sei stupendo, Andrea
come un bambolotto
fra giochi infantili
costretto
ad essere soldatino.
Mi appari Andrea
fra la contraffatta quiete
staffilettano le grida
di colori rinnegati all'alba
che non sapranno mai
della grandezza della sera.
Vorrei,
Gianmariandrea
che sentissi gemere il giorno.
Ed io,
solo questo, anno nuovo,
vorrei.
Che il pianto sia pianto,
Che Tu
sia quello che sei.
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Commenti (1)
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Carolina Villani Bidibambina1 gennaio 2009
Bellissima!...risuona come una preghiera nel silenzio della notte, illumina gli occhi di chi ancora non sa, che a volte i sogni non muoiono all'alba, che il rosso non è solo il colore del sangue...
