Dovrei scordare

Mi sembra proprio che quello sia pari agli dei...)
Dovrei scordare
Un giorno o l'altro
Le pieghe
Ai lati del tuo viso
Quando profondi
Gli occhi
Al tuo sorriso
Segnavano gesti
Vampe calde al cuore
Dovrei scordare
La tua voce
Musica
Che i sensi
Mi scioglieva
E l'anima
Ai suoi silenzi
Incatenava
Dovrei pur scordare
Quei momenti
E i ricordi
Gli echi
I rimpianti
I perché
Le lacrime
Le bugie
Le contraddizioni
E insoddisfazioni
I problemi
Sempre più
I tuoi
Sempre meno
I miei
Un giorno o l'altro
Dovrò pur scordare
Di cercarti
O gli occhi di caligine
Dovrò coprirmi
Per non vederti
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Commenti (3)
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Giovanni Monopoli2 gennaio 2009
Poesia sofferente e rabbiosa, ma resta bella nella sua struttura
Rosy Marchettini2 gennaio 2009
Tristissima poesia, piena di pacata disperazione, ogni verso una lacrima, ogni lacrima uno sconforto in più Come ho imparato a volerti bene, dovrò imparare a scordare il nostro vissuto... Dimenticare non è facile... e spero che non dovrà esser così Piaciuta moltissimo anche se intrisa di tristezza, ed apprezzata tanto
G
Gelon3 gennaio 2009
Bellissima poesia, originale nello schema seppur non nel tema trattato. Versi che trasudano di dolore, della nostalgia, dell'"enorme disperazione quando si ricordano i felici momenti nella miseria", intrigante e senz' altro caratterizzante il richiamo a Saffo nell'apertura. Veramente apprezzata.

