Chiuso in una scatola

Due pozze di solitudine
davanti agli occhi
bagnano i piedi scalzi
mentre cerco di fermare le lacrime
con le invisibili mani
perse in questo buio.
Se siedo
anche le natiche
sentono lacrime
brividi che salgono
come formiche in riga
sulla schiena nuda.
Sento bussare
giro su me stesso
non trovo da dove proviene
l'orecchio impazzisce
il cervello si ferma
era solo il mio cuore.
Sento un respiro
lontano
alle volte se mi volto
lo sento dietro
tremo
è solo il mio respiro
fa visita alle pareti
poi torna da me.
Mi sento solo,
sono solo
senza occhi
senza orecchie se non per me stesso.
Solo col mio corpo
ho paura,
la paura del niente
la paura del limbo
non riconosco più cosa sono
...grido...
non sento le mie urla
piango e tutto ricomincia da capo...
Solo angoscia e paura
chiuso in questa scatola
forse...
...sono cibo per qualcuno.
©
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L'autore
Massimo Chiusi
Sono nato a Latisana in provincia della mia bellissima città"Udine" esattamente il 18/01/1977. Della mia vita posso dire che ho vissuto da bambino coi nonni e la zia, poi breve ritorno a casa ed infine l’amore!!! Nell’agosto del 2008 sono diventato papà di Joshua e nel 2011 di Noah grazie alla loro madre Dalila con l
Commenti (2)
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Rosalunare2 gennaio 2009
versi molto intensi... che rendono perfettamente l'idea della solitudine, dell'angoscia provata... sensazioni che chiudono in una scatola l'Anima... Forse... siamo cibo per la nostra mente... che rifiuta di fermare la costruzione del suo labirinto... Molto bella
Danielinagranata3 gennaio 2009
letta e riletta per assaporarne l'intensità piaciuta molto

