Bohemien
Uscisti dalla mia vita
senza dire una parola,
e nel silenzio della memoria
posso supporre,
con un ragionevole
margine di certezza, che vi fu, almeno,
un tentativo di portare
l'animo mio
all'accettazione della realtà.
Quel che sarebbe accaduto,
non celava sorprese,
perché la visione
di quell'amore
che ti attendeva,
coinvolgeva tutto il tuo essere
e sebbene non stupisca
l'affievolirsi di una passione
che viveva fra di noi,
io mi sentivo prigioniera
di una spirale
e mi aggrappavo
alla negazione dell'evidenza
per sopravvivere.
Conoscere tutta la verità ?
Non volevo.
Eppure fui costretta
ad arrivarci lo stesso
quando mi mostrasti,
con sfrontata lucidità e chiarezza,
la visione completa
del tuo tradimento.
E alla luce di una tua logica,
il cuore,
che un tempo mi donasti,
aveva tutte le ragioni
condannandomi,
e il mio
tutti i torti.
Questa fu la distruzione
che segnò la fine.
Per giorni
non fui in gradi di capire
perché mi lasciasti in disparte
come un giocattolo bizzarro.
Tutto ciò stavo soffrendo.
Non posso stabilire
chi fu l'autore, fra voi,
di questa distruzione;
mi astengo dal parlarne,
e preferisco che la risposta
salga spontanea
alla mia mente.
Non cercherò e
non mi affannerò a
riagganciare eventi perfetti
a bizzarri comportamenti:
adesso vedo soltanto
quel che capisco.
A fatica
riesco a svegliarmi
da questo dolore,
scoprendo quanto già sapevo
e temevo più di ogni altra cosa:
che la divinazione dell'amore
come tentativo di costruire
un possibile futuro
non esiste.
A te,
mio disperato amore
debbo immensa gratitudine,
che tra difficoltà intime
clandestine e pubbliche,
costretto alla cautela
e all'istrionismo,
tenesti vivo quel poco
che ancora ci univa.
A te
mio disperato amore,
in questo gioco di specchi
che hai creato,
l'illusione rassicurante
e lusinghiera di te stesso,
sarà una catastrofe
che ridurrà in cocci
l'uomo che ti piace tanto essere:
perché in fondo
non ci credi neanche tu.
E la tua nudità
salterà ai tuoi occhi
a ogni tornante di passioni.
Più di ogni altro
riesci ad essere
il benefattore e
il distruttore
di un'esistenza,
perdendoti in passionalità amorose.
Ma nel tuo disordine affettivo
tarpi le ali e gli slanci del cuore
a chi si è donato a te
con entusiasmo cieco,
credendo d'aver l'amore eterno,
sconvolgendo e spezzando
l'inizio dei suoi sogni
©
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Commenti (1)
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Ferny Max Curzio10 aprile 2006
Confesso ke, a questo punto... dovremmo fare 31 sentendo anke l'altra campana (quella di Lui, ndr) . La verità è ke spesso coinvolge quasi mette le ali x l'ampiezza della visione... ma è troppo arrabbiata x nn sacrificare infine la stessa ariosità del canto, cui la poesia nn dovrebbe mai rinunciare x definizione...,
