Il 6 gennaio

Ormai vecchia e molto stanca,
con la faccia smilza e bianca,
la Befana sfida i tetti
con il sacco pieno pieno
di giocattoli e dolcetti.
Perché mai sarà sì vecchia?
E' una vita che cammina,
su pei monti, giù pei piani,
con le sue rugose mani,
lascia doni assai copiosi
proprio a tutti,
anche ai mocciosi.
Poi accosta la sua mano all'orecchio,
piano piano,
per sentire la gran gioia dei marmocchi,
quando trovano i balocchi.
E' felice e soddisfatta,
ogni bimbo ha avuto il dono,
ripartire, adesso può,
per tornare il 6 Gennaio,
l'anno nuovo.
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Commenti (4)
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mp47pasquino6 gennaio 2009
Poesia filastrocca molto adatta a farla imparare ai bambini e farla leggere ai grandi, non si può togliere un'emozione ai bambini ignorando questa tenera vecchia che ci faceva sognare davvero... Letta e piacevolmente recepita.
Danielinagranata6 gennaio 2009
La Befana è un bellissimo ricordo di quando eravamo bambini quanta gioia negli occhi ad aprire quella calza una tradizione che si rimanda di anno in anno molto bella piaciuta tanto sentita e apprezzata
Berta Biagini6 gennaio 2009
La Befana è come una mamma e quando riesce a far felici i suoi frugoletti non può che esserne contenta - un incentivo per tornare il prossimo anno. Piaciuta.
Mauro15 gennaio 2009
Simpatica e spassionata descrizione della vecchietta "più amata dagli italianini". Ottimo il contesto e la rimatura. Molto apprezzata.



