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Riflessioni 13 gennaio 2009 · lettura 1 min · 1983 letture

Canto di Morfeo

Chiara Catanese 53 poesie pubblicate
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Morfeo è il più misericordioso fra gli dei: sulle palpebre di chi soffre stende pietoso la coperta della notte manto di buio a escludere la realtà che preme vada il sole a cantare altrove le stelle offrono solo pallida luce a schiarire un mondo che non ti cerca. Egli, forse solo per mezz'ora ma è già grembo accogliente ti prende per mano sottraendoti allo sconforto e ti accoglie in un regno cui chi vuole non ha accesso. E sei incartato fra i veli tenui del cielo ma non sempre Morfeo può proteggerti dai demoni e dall'eco del mondo che hai lasciato: e i sogni si fanno incubi e il risveglio è brusco: ci sono dolori che non conoscono il ristoro della notte.
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L'autore
Chiara Catanese

Classe 1987, l’amore per tutto ciò che è creatività e immaginazione mi accompagna da sempre. Amo scrivere (racconti, poesie, pensieri, articoli), leggere, il mare, la musica, il canto, la filosofia. Ho una laurea in filosofia e scrivo (recensioni musicali, articoli, versi, racconti, copywriting...)

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Commenti (2)

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Rosy Marchettini13 gennaio 2009

Morfeo il dio del sonno che ci accoglie tutti, ma a volte gioca brutti scherzi, pare si diverta a far sentire la sua presenza ma non accoglierci tra le sue braccia ed ecco le notti insonni, a volte ci propone immagini che terorizzano il nostro essere e noi li chiamiamo incubi Morfeo, oh morfeo... Piaciuta moltissimo ed apprezzata tanto

B
Benito Ciarlo13 gennaio 2009

Quando l'uomo raggiunse la posizione eretta, liberò le mani e imparò a parlare e a sognare. Personificò nel mito ogni sua emozione, gioia o paura. Diede un nome alla divinità che secondo lui generava i sogni accoppiandosi con la Notte e fu Morfeo. Un mito che persiste con Oniro e ci porta per mano a esplorare universi sconosciuti e sempre belli, salvo quando un dio del dolore (Mara o Ares) s'insinua tra Sonno e Veglia a generare incubi.