Incubo
Marzia Fulceri
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Isolate membra
Ricoperte di ghiaccio
Vestono il mio corpo.
Anfratti perduti
Nella mia mente
Soffocano il pensiero.
Sono al limite della
Sopportazione, sensazione
Asfissiante come un
Pensiero che porta al niente.
Invoco anime sante a
Salvarmi, a liberarmi
Da questo incubo.
Basterebbe reagire e chiarire,
Ma mi ritrovo al non pensare.
Guardo la finestra, un rosso
Traspare là in fondo sulle
Mie colline fiorentine.
La calma è tornata.
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L'autore
Marzia Fulceri
Mi presento: Marzia, nata a Volterra, una cittadina del pisano, il 9 febbraio 1949. Non avrei mai pensato, fino a qualche anno fa, di scrivere poesie, finché un’amica, molto cara, non me lha fatto notare. Ho cominciato a buttar giù, come si dice, nero su bianco e così per gioco ho vinto un secondo premio di poesia
Commenti (1)
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Veleno14 gennaio 2009
Una bella introspettiva, armoniosa di grande apertura... l'incubo passa il nuovo mattino arriva... sempre... basta a volte poco. Piaciuta moltissimo

