Solitudine
Suono di cetra
sulle mie dita,
amara e tetra
questa mia via.
Poi piango e rido,
oppresso il cuore,
allora grido
e scompare il dolore.
In tredici specchi
fantasmi bianchi
e chiudo gli occhi
velati e stanchi.
Spira leggera,
brezza del mare,
tu, notte nera,
resta a guardare!
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Commenti (1)
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Giovanni Monopoli15 marzo 2006
Da guardare con speranza... una brezza di crescente fiorir alla vita...
