Guarda la tua mano, Uomo!

Guarda la tua mano, Uomo!
abbattersi villosa
su indifese speranze
ignara e poderosa
in incredule stanze.
Ferma la tua mano, Uomo!
e quei singhiozzi amari
dietro sedie rattoppate
come unici ripari
di vite derubate.
Fissa la tua mano, Uomo!
dopo aver percosso
picchiato dolci sogni
gettati dentro un fosso
da un mare di bisogni.
Osserva la tua mano, Uomo!
su lacrime bambine
gracili sospiri di diari
quando in vigliacche mattine
blocchi i suoi respiri.
Abbassa la tua mano, Uomo!
da tremanti leggerezze
che lei ha solo amore
a difender debolezze
e sorrider sul livore.
Adesso la tua mano, Uomo!
non deve fare oltraggio
a un viso delicato
che il tuo non è coraggio
ferir dove hai baciato.
Ritira la tua mano, Uomo!
queste tue cinque dita
da chi non può reagire
che forte nella vita
non è chi sa colpire!
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Commenti (1)
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Antonella Bonaffini15 gennaio 2009
Spendida poesia... che non delude sino alla fine! Fantastica la chiusa.
