Papà
Nel pianeta dei ricordi
invoco le stelle
per ritrovare l'immagine
del tuo volto.
Lontano,
confuso,
sfocato,
come fosse un fuoco tra mille altri
nel cielo scuro.
I miei occhi inumiditi dalle incontenibili lacrime
rendono
ancor più nebbiosa e tremula questa mia visione.
Persa in questa bramosia
di tendere una mano
per toccarti,
afferrarti...
Tu svanisci.
Il ricordo è ora più vivido,
tu,
mi hai abbandonata
e quanto,
quanto tempo ti ho aspettato.
Svegliata all'improvviso
come da un incubo
mi ritrovo nella penombra della mia stanza
e il solo pallido riflesso di te è oramai dissolto.
Papà,
hai trafitto il mio cuore,
nuovamente,
anche nei sogni della notte,
nell'inconsapevolezza della memoria.
Una lama rovente
scivola in me come allora,
ora non ricordo più il tuo volto,
il mio carnefice
è tornato,
ancora una volta,
nell'ombra.
©
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