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Ribellione 19 gennaio 2009 · lettura 1 min · 2883 letture

Spettatore televisivo

Paolo Ursaia 1236 poesie pubblicate
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Quale cane che si volge da fiore profumato, annoiato e lento, a cercar tanfo d'escrementi da annusar curioso... tale il tuo costume: e non v'è nulla che più t'aggradi d'un morboso rovistar squallido e perverso.
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Senza generalizzare... ma come spiegare l'enorme audience di spettacoli televisivi a base di volgarità, morbosità, liti e parolacce, sangue e falsità...?

L'autore
Paolo Ursaia

Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con

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Commenti (10)

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Rosy Marchettini19 gennaio 2009

Versi che mettono in discussione atteggiamenti umani innanzi ai programmi televisivi privi di qualsiasi valore se non quello dell'indecenza per la povertà di contenuti. se le televisioni propongono certi progrmmi e suscittano interesse da parte dell'utente è perché l'utente, che rappresenta il proprio paese...è, anzi non è uomo! Condivisa in pieno, piaciutissima

Danielinagranata19 gennaio 2009

Non rimane che spegnere la TV i programmi sono piuttosto indecenti ne avrei da elencare però mi chiedo se continuano a trasmetterli è perché un sacco di gente li guarda è TV spazzatura ma evidentemente piace condivisa in modo totale e piaciuta

Cuccu Anna Maria19 gennaio 2009

La tv è diventata ormai sinonimo di spazzatura. I programmi interessanti sono davvero pochi. La cosa grave è che proprio i programmi squallidi sono i più seguiti. Questo dovrebbe farci riflettere. Apprezzata.

Antonella Bonaffini19 gennaio 2009

Io mi sono ormai convinta che la Tv sia solo una voce per chi la vede anzi... la sente... Piaciuta e condivisa.

Anna Maria Obadon19 gennaio 2009

La televisione entra in tutte le case ma qui subentra il libero arbitrio che ti fa decidere se lasciarla accesa o spegnerla... altro discorso è il fetore di marcio che incontriamo, ogni giorno, sulla nostra strada... e certe individui non possono essere messi a tacere. Come diceva Shakespeare: " C'è del marcio in Danimarca..." aggiungo e" non solo"! Chiudiamo il naso cercando di andare avanti anche se no è semplice... Versi condivisi

Berta Biagini19 gennaio 2009

Purtroppo la nostra vita è ormai catturata da uno schermo che da tempo non ci dona più niente di buono, eppure continuiamo imperterriti a cliccare su quel tasto.

G
Gabriella Cantoni19 gennaio 2009

Per tutte( e sono tantissime) le persone sole, la TV è voce, rumore, luce, volti ...E anche soltanto accenderla è limitare il danno dell'essere solo con i propri pensieri che spesso sono più tristi di tanto vuoto propinato! Il ricatto è questo! Bella e condivisa, ma cosa facciamo noi per colmare i buchi della solitudine altrui( magari dei genitori anziani, dei malati cronici, di chi è dimenticato dalla famiglia...)

Veleno19 gennaio 2009

Una vera e propria ribellione a un sistema dove i programmi ...rispecchiano quella grande maggioranza di noi che non comprendono quali sono i limiti, l'odiens ne testimonia in fondo che popolo siamo. Piaciuta e condivisa.

Frammento19 gennaio 2009

...l'uomo è un essere strano... io non sono da meno... tu neanche... Nonostante condivida queste tue parole mi va di dire una cosa: se loro hanno bisogno di quello per vivere, ma a noi cosa ci cambia? Non abbiamo di certo l'obbligo di essere tutti uguali... ma il giudizio Paolo, soprattutto se è così "forte"...non porta a nulla, se non ad avvicinarsi alla bruttura umana... ammesso che poi esista...

Rasimaco19 gennaio 2009

ogni uomo é padrone di se stesso... anche se approvo quanto detto da frammentopur tuttavia penso... programmi spazzatura non dovrebbero neanche essere trasmessi... ma allora quei poveretti come farebbero senza? e quì l'eterno dilemma cosa é giusto e cosa non lo é? molto piaciuta!