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Riflessioni 21 gennaio 2009 · lettura 1 min · 3241 letture

Banalità

Antonella Borghini Anto Bee 413 poesie pubblicate
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Metto la maschera d’effetto banale mi allineo al concetto generale che chiede di essere superficiale Pensare che ho speso il mio tempo migliore a dare valore a crescere dentro un fiore gentile Pensavo che essere fosse più che apparire mi accorgo invece che bisogna ingannare e meglio lo fai più grande è il valore Allora rossetto belletto e cerone ho aperto il sipario al grande teatro dove si recita senza copione Dove l’ego la fa da padrone e il primo attore e’ solo un coglione Mal celo la rabbia di veder in frantumi i sogni fatti con gli origami aspetto che l’aria sia tersa e che esista davvero un mondo migliore mi muovo in affanno per ora vedo solo l’inganno
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con banali parole la dedico a chi di egoismo e superficialità ha impregnato i suoi giorni

L'autore
Antonella Borghini Anto Bee
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Commenti (5)

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Fippo221 gennaio 2009

poesia della disillusione... rime dure, incazzate... un percorso di vita terminato ne inizia, tuo malgrado, un altro... questo fatto di verità e sincerità mi auguro...

Rasimaco21 gennaio 2009

egoismo e superficialità sono di moda di questi tempi... ed i poeti continuano a cantare...

Luciano Tarabella22 gennaio 2009

Composizione per palati fini. L'"io" acqua e sapone si contrappone a tutti gli imbellettamenti di cui l'umanità si fa maschera senza più mostrare niente. Si esalta il pervicace proponimento di continuare imperterriti ad essere sè stessi come se la lotta stimolasse l'agguerrirsi contro sè stessa ma con il malcelato pericolo di subire sconfitta. Musicalità di scansione suggestiva fra rime ed assonanze, cripto- endecasillabi qua e là belli perché messi li come per caso a costruire un ritmo che non inciampa mai sui gradini dell'ovvio e del dejà-ecrit. Prova maiuscola di una giovane autrice che, continuando a tenersi lontana dalle trine e dai drappi che spesso avvolgono conati di pathos spicciolo in altri autori, arriverà all'arte sua.

G
Gabriella Caruso22 gennaio 2009

io quasi quasi li invidio quelli che riescono a vivere con superdicialità ed egoismo. campano centanni e bene. Scherzi a parte, bellissimi versi molto piaciuta.

mp47pasquino25 gennaio 2009

E' cantico della morale, parole e versi che scorrono gentili con affanni che fanno palpitare chi dell'onestà fa uso e vanto, molto apprezzata...