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Luca Ventura
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Siedo silente sul trono di ghiaccio
contesa di occhi incrociando lo sguardo
atroce è tacere attendendo favella
v'è fame d'un dunque che spezza respiri
Attenta m'osservi con flebile ghigno
le dita tue ritman lo scorrer del tempo
dilatansi istanti apparendo infiniti
il cuore tuo calmo all'opposto del mio
Spezza il silenzio il mio pianto leggero
non cupo dolore ma rabbia repressa
domande che portano il peso degli anni
attendon risposta da tempi lontani
Scrutandone lento lo sguardo spietato
velato del sangue d'amore soppresso
m'è chiara la trama d'assurdo destino
palesa il tuo gioco annullandone effetto
Ti volto le spalle ridendo a mia volta
non verbo inclemente profana le labbra
del circolo oscuro che'l cuore mavvolse
non porgo domande ne cerco risposte
E' gioco di specchi la vita e l'amore
passione è la tomba del lume e del velle
nasconde domanda sua stessa risposta
effimera faccia d'arcana medaglia
Sorrido e t'annullo cercando il pensiero
v'è un'altra domanda nell'Io mio rinato
d'averti cercato allo spasmo del cuore
per fatuo traguardo che l'anima affama
©
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L'autore
Luca Ventura
Nato a Catania il lontano 18 dicembre del 1980, in un giorno qualsiasi per molti, ma non certo per mia madre... Un ragazzo come tanti, forse sarebbe meglio dire come troppi, la passione per la poesia la scopro all'età di 14 anni quando scrissi la mia prima poesia su uno stralcio di carta trovato dentro il portafogli
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