Senza titolo
Classe 1987, l’amore per tutto ciò che è creatività e immaginazione mi accompagna da sempre. Amo scrivere (racconti, poesie, pensieri, articoli), leggere, il mare, la musica, il canto, la filosofia. Ho una laurea in filosofia e scrivo (recensioni musicali, articoli, versi, racconti, copywriting...)
Commenti (3)
resta un urlo disperato e inascoltato, quello dei bambini di gaza e di ogni bambino e di ogni uomo che SUBISCE la guerra... bella e struggente la similitudine col fiore reciso ancora in boccio. proporrei di staccare o di aggiungere un punto tra il secondo e terzo verso.
Versi che ci portano in questa cruda realtà della guerra che non si accorge dei giovani fiori, recisi appena nati, senza poter donare la loro bellezza... La guerra che sarà sempre sorda al loro urlo.
Breve molto intensa. Bimbi innocenti, fiori recisi prima di sbocciare, il loro grido muto è uguale e immutabile nel corso della storia come una ferita che resterà aperta. Molto profonda e dovrebbe fare riflettere. Stupenda.



