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Sociale 28 gennaio 2009 · lettura 1 min · 3964 letture

Sonata per Auschwitz

Chiara Catanese 53 poesie pubblicate
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Non conosce il dolore il violino eppure lo suona -che abbia inciso quando aveva linfa d'arborea vita i graffi di umani distratti sul suo corpo di legno e raccolto nell'incavo del suo grembo i lamenti dell'esistenza che gli portava il vento? - il pianoforte è freddo d'avorio -non più il calore della musica- niveo freddo niveo di stalattiti feroci e il tonfo delle note sui tasti dolenti è tonfo gelato di cancelli svelati di memorie taglienti di orrore gridato di docce fredde e si posa un'amara dolcezza sul ricordo della povera gente.
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L'autore
Chiara Catanese

Classe 1987, l’amore per tutto ciò che è creatività e immaginazione mi accompagna da sempre. Amo scrivere (racconti, poesie, pensieri, articoli), leggere, il mare, la musica, il canto, la filosofia. Ho una laurea in filosofia e scrivo (recensioni musicali, articoli, versi, racconti, copywriting...)

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Commenti (4)

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Cuccu Anna Maria28 gennaio 2009

Intensa e profonda questa poesia che ci ricorda le atrocità avvenute ad Auschwitz. Il violino conosce il dolore e anche il pianoforte, coloro che con tanto amore scrivono musica e coloro che la suonano ci mettono il cuore e l'Anima e infinita è la sensazione di immensità che la musica ci dona. Sarà impossibile per le coscienze sensibili dimenticare gli orrori dell'olocausto. Non basterà il giorno della memoria a salvare le coscienze. Stupenda.

Rosy Marchettini28 gennaio 2009

Che bella poesia Quanta amarezza in questi versi, quanto dolore per chi... Applausi, chiara, da questo Grande Teatro Piaciuta, mi sono immersa nei tuoi versi ed ho ascoltato il dolore suonato dal violino...

Triste28 gennaio 2009

"Che gli portava il vento...? Tutto l'orrore della guerra e la disperazione di un popolo senza colpa alcuna... Questi versi sono struggenti quanto il suono di quel violino e teneri come le indimenticabili note di Chopin ...

G
Gabriella Cantoni29 gennaio 2009

Ancora per l'aria suonano le grida di coloro ch'ebbero colpa d'esser nati... Bella questa poesia e splendide le metafore