C'è un luogo
Gianpiero De Tomi
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Un odore di buono mi accoglie
sollevandomi dalla realtà
dolcissimo, mi porta in un luogo
di antichi sapori e sensazioni
che mi pervadono ed ispirano
Ogni cosa, ha una sua forma
ogni sguardo ha un suo perché
ed appartiene al mio vivere
e nulla, mi è sconosciuto
Prego perché l'immagine si fermi
l'illusione non sia tale
ma tutto si confonde e traspare
impolverata da un vento sottile
di una notte senza volto
S'imperla di sudore la fronte
mentre riflette la mia anima
quell'acqua ferma e densa
I pensieri affogano
lasciando solo cerchi
che lenti si allargano
Scivolo di nuovo in un sonno tormentato
denso di timori, nel buio amico
emergono demoni di cartapesta
Tutto appare temporaneo
come in un continuo viaggio
strappato e spinto sul tavolo spoglio
consumato come un insipido pasto
Esulto attimi, piango anni
mentre nascondo il viso fra le mani
come un bimbo che gioca
a perdersi in una stanza
Quel sussurro
tortura cuore ed anima ogni mattina
tornando al tramonto
graffiando ad ogni esitazione
Una lama fra le carni
una ferita ignorata che non uccide
ma tormenta ad ogni passo
rendendo il sorriso
una smorfia di dolore
Stranito, cammino in un luogo
che non mi riconosce
una terra paradossale
fatta di bianco e di nero
senza sapore di incoscienza
Taglio l'ultimo legame
volgendo il viso
a quel sole che sorge
su di un luogo lontano
lasciando alle onde
di un mare di cristallo
quello che il cuore
può solo sognare
©
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Gianpiero De Tomi
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