Ti guardo... mi vedo

Per caso t' ho notato
sondar scanalature
di piastrelle col bastone
nell'immenso mega store.
Mi sembravi una poesia
e s'aprirono i sipari
d'un vecchio palcoscenico
riassunto tra le pieghe
e le macchie sulle mani.
Potevo immaginarti
con tenera riverenza
percorrere la vita
lottando con gli inganni
sfoderando la tua spada
dall'aspetto di un bastone.
E gioire di un sorriso
in scene in bianco e nero
come foto dell'infanzia
o impolverati film muti.
Giocare la tua vita
andata chissà dove
racchiusa in occhi assenti
a luci e suoni d'oggi,
che ormai non t'appartengono
e non parlan più di te.
Il tuo abito racconta
il rispetto guadagnato
magari da ingegnere,
che ora non scorgi più
in occhi indaffarati
che frenetici non guardano
o vedon solo un nonno
avanti con la vita
che usa cortesie
che fan solo sorridere.
Compagno d'un momento
osservi il tuo bastone
domandando quanto tempo
camminerà con te.
Ed io...
mi son vista nel tempo
che un dì ricorderò.
©
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