Notte
Massimo Montella
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Notte dimmi che non cambierai.
Stella calante non arrivo a toccarti,
ma con la luna che svela i segreti
rivivo felice il tempo lontano della puerizia.
Velato dietro la quercia del grande giardino
ansante scorsi il tuo viso congiunto a quel filo di luce ridente.
E come fiori notturni sbocciati nella quiete
godemmo di nuovi profumi
giunti col vento leggero
quando l'aurora era ancora lontana.
Lontana dalle mie poesie
che sono sagome scure
allattate dalle tue stelle, pronte a morire
sotto ignari milioni di occhi socchiusi che
sognano... d'incontrare la notte.
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Commenti (1)
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L Falchero5 ottobre 2009
poesia che coinvolge ed emoziona con "quel filo di luce ridente"...La luce accarezza sempre le persone che amiamo o abbiamo amato...

