Amarezza
Piccola barca accovacciata
la chiglia sottosopra
laddove il mare
ha lasciato poco posto
nell'angolo
tra' scogli
che' al grosso della vita
non importa
di che fine sia finita,
anche se,
non v'e' chiacchera d'onda
che non lambisca cinica
per poi tornar di nuovo
a sbatacchiar lo scafo
e i tormentati legni
ad ulcerare ancòra.
Non serve più a nessuno
ne' manco val la pena
tirarla sulla secca.
Meglio che il destino
di lei decida infausto:
che
senza nemmeno
l'ultima preghiera
consegni in pasto
alla marea che viene...
vien tra un'ora
e ormai s'e' fatta sera
e quest' immagine di morte
dentro mi porto
per quando della vita non sapro'
tener più il mare...
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Commenti (2)
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Aledam6 febbraio 2009
Nessuno può dirci quale sarà la nostra ultima onda, ma duro è aver compagna questa tua rassegnata tristezza.
Gesuino Curreli6 febbraio 2009
Dolcissima e tenera sensazione che tanti dovrebbero sentire. Fortunato chi apre l'animo a questi sentimenti che riportano alla vita e alla morte, al principio e alla fine delle cose. Mistero che affascina e commuove e che ancora di più emana languida tristezza e sottile dolore, quando a morire é una cosa cara. La barca che sta appesa allo scoglio come "...d'autunno sugli alberi le foglie" prendendo in prestito la metafora di un grande poeta.
