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Introspezione 6 febbraio 2009 · lettura 1 min · 1230 letture

Amarezza

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Daniele Fabbri 110 poesie pubblicate
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Piccola barca accovacciata la chiglia sottosopra laddove il mare ha lasciato poco posto nell'angolo tra' scogli che' al grosso della vita non importa di che fine sia finita, anche se, non v'e' chiacchera d'onda che non lambisca cinica per poi tornar di nuovo a sbatacchiar lo scafo e i tormentati legni ad ulcerare ancòra. Non serve più a nessuno ne' manco val la pena tirarla sulla secca. Meglio che il destino di lei decida infausto: che senza nemmeno l'ultima preghiera consegni in pasto alla marea che viene... vien tra un'ora e ormai s'e' fatta sera e quest' immagine di morte dentro mi porto per quando della vita non sapro' tener più il mare...
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Daniele Fabbri
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Commenti (2)

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Aledam6 febbraio 2009

Nessuno può dirci quale sarà la nostra ultima onda, ma duro è aver compagna questa tua rassegnata tristezza.

Gesuino Curreli6 febbraio 2009

Dolcissima e tenera sensazione che tanti dovrebbero sentire. Fortunato chi apre l'animo a questi sentimenti che riportano alla vita e alla morte, al principio e alla fine delle cose. Mistero che affascina e commuove e che ancora di più emana languida tristezza e sottile dolore, quando a morire é una cosa cara. La barca che sta appesa allo scoglio come "...d'autunno sugli alberi le foglie" prendendo in prestito la metafora di un grande poeta.