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Introspezione 9 febbraio 2009 · lettura 1 min · 1338 letture

Canto il paese che non c'è

Federica Bernardini 174 poesie pubblicate
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Calpesto strade che disegnano il giorno vivo le stelle luce di parole scolpisco pietre che accusano il dolore spoglio pensieri per consegnarli al vento che li scompone privo di pudore. Canto per un paese che non c'è ricamato dentro ad una fiaba. Canto farfalle che non vedranno il sole. Canto alla notte donna che nel sogno possiede le sue prede. Accarezzo leggende libere come l'onda che annulla il suo passaggio. Amo le cicatrici di un attimo d'amore. Amo il tuo sguardo che mi tradisce in un miraggio tiepido di sole. Canto i poeti bocche silenziose relegati nel grembo della terra. Canto la terra che partorisce ignota linfa di libertà giocata con la vita dove si muore negando la ragione.
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L'autore
Federica Bernardini

Sono una imprenditrice, mi occupo del commerciale nella mia azienda e questo lavoro mi porta in continuazione a girare il mondo. Ho inziato a scivere alle scuole superiori e ancora oggi scrivere è una delle cose primarie della mia vita. Amo moltissimo anche il teatro e ho il ruolo di direttore artistico ed attrice in

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Commenti (4)

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Mirella Crapanzano9 febbraio 2009

Una poesia armoniosa, elegante, ben costruita, dove si legge la bellezza densa di atmosfere oniriche

Ernesto9 febbraio 2009

una delle cose più difficili...è quella di provare contemporeanamente un senso di gioia e liberazione in ogni cosa, su cui si posa lo sguardo... e trascrivere delicatissimi versi, come quelli citati in questa splendida poesia... Davvero Bella...

Gesuino Curreli9 febbraio 2009

Ma canti e questo basta per l'oblio, quando sei sfatta in versi sibilanti come "i pensieri consegnati al vento" che li denuda senza alcun pudore. E tu ti libri con candido amore nel sogno di un paese addormentato. Sogna il paese e sogna chi l'ha fatto nelle delizie amene di poesia. E canti farfalle incolori nel paese che non c'è e non ci sono i fiori dove possano danzare il loro volo. Canti la notte amante e non c'è dolo se ti fa preda quando tu acconsenti d'essere presa senza tradimenti nelle braccia di un sogno accattivante. Canti i poeti, canti la tua terra che da linfa e libertà, ma poi la nega; tu stessa, poeta, ad essa piega (alla libertà) ogni servile palpito, sicché possa cantare a voce piena, senza timore alcuno. è primavera.

Veleno9 febbraio 2009

Una introspezione in versi caldi ma melanconici, tristi e armoniosi... emozione sognante. Piaciuta moltissimo