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Ribellione 13 febbraio 2009 · lettura 1 min · 1971 letture

Canto funebre

Cuccu Anna Maria 890 poesie pubblicate
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Vorrei sprofondare nel Silenzio del Nulla. Non dovermi più alzare la mattina per sentire il vuoto e l'ipocrisia che mi circonda. Vorrei trovare una pace silenziosa, quasi sepolcrale, con qualche uccello che canta tra i rami di funerei cipressi, con la luna che osserva, prima di andare a dormire sul monte, illuminando le lapidi e me con esse.
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L'autore
Cuccu Anna Maria

Sono una umile donna di 55 anni che ama scrivere poesie semplici ed essenziali. Amo anche la prosa, la Musica, il Teatro, la Pittura. L'arte mi attrae e mi appassiona per la sua capacità di espressione e trasmissione di sentimenti e sensazioni. Ho un blog: www.tristezzainfinita.blogspot.com

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Commenti (13)

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Rosa Leone13 febbraio 2009

spesso ci si sente in preda alla disperazione, siamo "stanchi" di questo andare sempre a ritroso... dei giorni sempre uguali... e la mente e il corpo cercano il riposo totale ... ma non di questo riposo eterno abbiamo bisogno... basterebbe cogliere il senso di un sorriso o di una carezza sull'anima, e guardarsi intorno per accorgersi che questo mondo ha ancora bisogno di noi... riflessione molto introspettiva, triste in certi versi... ma pur sempre profonda, piaciuta ...bella nel suo stile...

Anna Maria Obadon13 febbraio 2009

Versi di grande tristezza che esplodono da un'anima troppo provata. La fatica di vivere è presente in molti di noi ma dobbiamo pensare che se siamo vivi ci sarà un perché, una ragione che sfugge alla nostra mente ma che fa parte di un disegno molto più grande di noi.

O
Orma Detruria13 febbraio 2009

occorre rispetto, anche per chi sente di dover abbassare le armi, perché c'è un gelo interiore più forte di ogni alito di speranza, di ogni mano tesa a riscaldarti l'anima. questo non stupisce e non scoraggia. la tristezza di questi versi aiuta chi legge a percepire quel gelo.

Paolo Ursaia13 febbraio 2009

Stanchezza estrema... stati d'animo, che fanno soffrire e cancellano la luce della vita. Ben scritta...

Berta Biagini13 febbraio 2009

Solo 24 ore e la nostra autrice è ripiombata "nel Silenzio del Nulla" - sembra che non ci debba essere forza che possa alleviare quelle pene che sono diventate anche nostre, ma il giorno è lungo, come lunghi sono i mesi e gli anni, non perdiamo la speranza. Un brivido nel leggere.

Antonio Biancolillo13 febbraio 2009

Una disperazione nei pensieri... Tante volte si piomba in questo buco nero... dove tutto ha il senso del nulla... dove si cerca un appiglio che non troviamo... Ma, come sempre, basta uno sguardo pieno di sorrisi e tutto prende luce... la gioia è intorno a noi... basta saperla riconoscere. Profona e piaciuta.

Atteone13 febbraio 2009

Un disincantato inno alla Morte che nasconde un profondo dsiderio di serenità interiore. Bellissima perché rende perfettamente il gelo del sepolcro e l'abissale calma che si percepisce con trascendente gravità nei cimiteri. Una metafora che è forse anche una speranza, un paradosso che è Poesia.

Veleno13 febbraio 2009

Stanchezza che prevale su pensieri di tranquillità, rattristendo il cuore... ma il silenzio e il caldo pensare puo' cullare le nostre malinconie e disagi, anche se un senso di ribellione condiziona il nostro vivere giorno dopo giorno. Apprezzata e piaciuta moltissimo

L
Ligeia7613 febbraio 2009

Scritta con le lacrime, con il calamaio dell'anima... nel buio della solitudine, toccante poesia.

Paolo Eroli13 febbraio 2009

C'e' molta tristezza nei tuoi versi... versi profondi maturati dalla vita piegata dal dolore: Versi comunque molto belli!

Rasimaco13 febbraio 2009

versi di estrema tristezza, in cui l'animo esacerbato della poetessa si esprime in un lamento che come melodia s'alza sulle brume di un mattino d'inverno... molto bella nel grigio manto della malinconia

Antonella Bonaffini13 febbraio 2009

I versi sono belli e tu hai una dota innata che appartiene a pochi. Scrivi tutto quello che passa dal cuore... senza artefazione. Però pur essendo bella, non la condivido... per niente. Ogni giorno ci scontriamo con le ipocrisie... bisogna saper o farsele scivolare od imparare a difendersi. Te lo dice una che in apparenza sembra un leone... ma che patisce non le ipocrisie... magari fosse così...anche le piccole cose. Vedrai davanti a te un percorso più roseo se prima che agli occhi, pian pianino, darai una possibilità al tuo animo di veder la luce. Sei una sensibile, anzi di più,quindi hai mille ed pennello in mano per colorare tutto questo buio... I pennelli te li presto io. Quanti ne vuoi... Bella ma nella tua resa... non condivisa.

Carlo Fracassi20 marzo 2009

Il mestiere di vivere non è assolutamente facile, visto il mondo di corvi che ci circonda. Viene alla mente un passo del diario di Cesare Pavese "Torni a casa la sera e ti assale la gioia feroce di essere solo!" Meglio, dunque, la solitudine piuttosto che una coorte di mercenari falsi ed ipocriti capaci di creare vuoto e smarrimento in un animo troppo sensibile e fragile. Versi crudi e di forte impatto emotivo!