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Cronaca 15 febbraio 2009 · lettura 1 min · 4547 letture

Quale freddo?

B
Benedetta Cavazza Miciamalvina 655 poesie pubblicate
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Il mare oggi, è salato di pianto la nebbia che aleggia fra i pini smembrati da un gelido vento è più che muta sa di morte. Fra foglie appassite la tua mano come bucaneve precoce spuntava Ungherese la bocca carnosa nutrita di parole sapienti eri dottore ora sei solo un barbone per noi Ti abbiamo lasciato morire di freddo non quello fatto d'aghi di ghiaccio ma quello dei cuori ciechi e distratti che oggi si oggi, stupiti s'accorgono che un solo saluto sarebbe bastato a salvarti la vita.
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Ostia, 4 barboni morti in sei giorni. Fra loro c'è Luigi Szabo Lijos, il medico ungherese come lo chiamavano tutti Per capire l'origine di quel suo soprannome bastava avere la curiosità di avvicinarsi e parlarci un po'. In un italiano corretto spiegava di essersi laureato nel paese d'origine, di essere arrivato in Italia per amore ma poi anche di essere rimasto solo...è ovvio che le vite degli altri tre valgono altrettanto... ma il caso di questo medico è un 'simbolo' ...ogni uomo ha un tesoro in se stesso... e spesso perdiamo l'occasione di ammirarlo... ed amarlo

B
L'autore
Benedetta Cavazza Miciamalvina
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Commenti (2)

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Paolo Ursaia15 febbraio 2009

Trsiste e vera... ci accendiamo di meraviglia e cordoglio per un istante... e po, dimenticheremo. Condivisa, piaciuta

mp47pasquino15 febbraio 2009

Apprezzamento sincero per questa autrice la cui sensibilità è evidente, al suo vedere e ne comprendo la ragione, certi fatti sono inspiegabili, molte ragioni oscure a volte ci precludono il capire e la ragione del perché succedono... Qualcuno aveva detto aprite la porta anche al più umile sarò sempre io a bussare... Apprezzata poesia limpida e lineare dalle forme armoniose ci porta oltre lo stupore e lo sdegno, a leggerla piacevolmente.