Senza alzar la voce
se penso ad altri tempi
ti vedo che m'aspetti
canticchiando un motivetto tra i denti
che termina dicendo
ora aspetto che arrivi te.
Già t'immagino
con le pantofole tra le mani
sei stanco amore
riposati dovrai alzarti presto
anche domani.
Maledetta quella pentola che bolle
l'acqua l'ha spenta.
sono le dieci e trenta
devo ancora fare i letti.
Forse per oggi lascio i pavimenti.
Volevi l'indipendenza
l'ugualianza nei diritti,
senza alzar la voce,
a me hai lasciato la speranza
che al tuo ritorno
non guardi in controluce.
🌐
Pubblicata con licenza Creative Commons: puoi condividerla e ripubblicarla citando l’autore e la fonte.
n
Tutte le opere →
L'autore
ninomenghi
Nato a Roma il 19 settembre 1971.Autore esordiente che si permette di proporre i propri pensieri,tentando di cogliere la quotidianità.
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
V
Vera Bianchini15 febbraio 2009
Hai scandagliato i veri angoli della poesia quotidiana. Molto vera, molto graziosa e originale.