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Introspezione 19 febbraio 2009 · lettura 2 min · 1021 letture

Rinunciare

Tiziano Gentile 49 poesie pubblicate
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Essenza mia dell'essere fu il possedere, Osservavo, prendevo, possedevo. In un dimorante demone la mia esistenza conviveva. Volevo, possedevo. Non esistevo. Quel che il solerte demone desiderava, prendea vorace, sentimento inesistente di una realtà perversa. Perso nel tempo sollazzavo e deridevo, si deridevo color che rinunciar per conoscenza al materiale praticare facean stile di vita. Il mio essere dimora di perdizione un dì, un dì qualunque trovò sul camino un essere immenso, si una creatura indefinita di luce che dicea, "Quando tu al materiale rinuncerai, gaudente di spirito sarai". La luce forte coteco avea la mia anima, persuase col dolce gioco della luce il mio essere nel tempo perduto. Poi praticare, essere ma non più. Trovare, col rinunciare, l'eterna beltà dell'altruismo dell'essere gaudenti per la ridente spiritualità. Vita e poi morte ma sempre forte, di quel dolce sognare, sognare la via. La via del rinunciare e raggiungere giustezza e virtù. In nome del sacro spirito ardito. Qui vi dico, Saggezza e virtù ho trovato dell'indefinito modo dell'essere uomo e poi oltre quel limite mortale che passa come un temporale e ci rende poi la giornata più lieta quando giunga beato il sole. Il sole degli intenti nostri per un vivere alche poi nell'ade un infinita beatitudine illuminata nel nostro spirito immenso.
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Finalmente liberi dove l'essere vola verso i divini cieli del non- essere!

L'autore
Tiziano Gentile

La mia biografia vuole essere soprattutto un parlare della poesia e di tutti quelli che ne scrivono e portano a galla il loro modo di porsi al cospetto dell'universo. Un intreccio di fare e di pensare che si manifestano con la nobile e antica arte del decantare i nobili versi che sgorgano spontanei dalle menti provate

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