Il cavaliere solitario
Domenico Schiera
28 poesie pubblicate
+ Segui

Quand'è che al solitario cavaliere
verrà poggiata sul capo la mano,
non più del destino...
ma della morte,
allorché egli non oda più
quel suono di campane continuo,
che piano si spegne
e par s'allontani.
Ormai solo,
a terra...
strisciante,
non più una parola di conforto,
non più il bel colore dei campi
ma il grigio fumo,
e così anche il cielo e la terra...
non si rialzerà.
Perso... tra le macerie incolori,
d'un esile respiro
s'affanna ad appoggiare
le sue pesanti membra spoglie,
tracciate d'innumerevoli ferite non piante.
Egli, non più incantato
dalla folla di persone
poc'anzi alla ribalta,
dalle voci dei compagni,
dalle urla,
dai comandi,
volge più volte lo sguardo al mare...
quasi voglia gettarvisi d'un solo fiato
e porre fine alla sua lenta agonia.
E in quegli istanti,
riaffiora alla mente
il ricordo di lui bambino...
solo e triste.
E così, solo e triste,
s'accorge di rivedersi ora,
quasi con un occhio di compianto...
forse di pena.
'Che sa che mai più
rivedrà la sua casa,
la sua gente,
la sua Jana... cara Jana.
Chissà che fà ora la mia adorata Jana...
mi auguro che non ti scorderai
di dire alla mia dolce Madre
che non soffro...
e che penso a lei,
ma che non potrò più rivederla
anche se l'amo.
Ma forse... non mi ritroverai
neppure tu, soave Jana.
Non più un filo di fumo vedo,
non più il mare,
neppure tu...
Muore.
🌐
Pubblicata con licenza Creative Commons: puoi condividerla e ripubblicarla citando l’autore e la fonte.
L'autore
Domenico Schiera
Nato in un'isola d'Italia nella primavera del 1969, avrei desiderato svolgere un lavoro d'arte o artigiano. Le cose sono andate diversamente, ma ciò non mi ha impedito di coltivare e soddisfare comunque questa mia esigenza. Penso, scrivo e parlo in un paritario rapporto di misura. Leggo, suono e canto ma solo quant
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!
