Nella stanza le bambole sono mute
Nella stanza
le bambole sono mute,
altre voci risuonano.
E il volto di Baglioni, da un poster, (1)
ti parla di Isolina, (1)
da ieri non sei più una bambina,
ora il giorno risiede nei tuoi occhi.
Attenta però,
venditori di paradisi fallaci
sono in agguato
come gli orchi delle fiabe
allettandoti con altro marzapane.
Attenta, bambina,
senza i tuoi stupori
la notte sarebbe orfana di stelle:
lascia che il tuo cuore
diffonda battiti d'amore
come fari che rischiarano le tenebre
di chi intorno ti vive
senza più sognare.
Lascia che le bambole, mute,
si asciughino lacrime di rimpianto,
Vai pure, vivi il tuo giorno.
io ti sarò sempre accanto.
©
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L'autore
Annysea
Anna Marinelli è nata a San Giorgio Jonico (Taranto), dove risiede. Abilitata all'insegnamento è impegnata attivamente in alcuni movimenti di volontariato di ispirazione cattolica. E’ socia fondatrice dell’Associazione Culturale “ LINO AGNINI” nel cui ambito promuove la rassegna annuale “ Incontro con l’Autore “
Commenti (1)
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Chiara Catanese28 febbraio 2009
Una poesia che racchiude il sentimento materno. Dentro c'è la consapevolezza di un mondo malvagio e la preziosità innocente dei bambini, speranza del mondo. E c'è una madre che -con felicità e al contempo nostalgia- vede e sprona sua figlia a prendere il volo, dimenticando le sue bambole, che si fanno espressione del sentimento della mamma. Molto sentita. Bellissima. Bella anche l'idea del richiamo alle canzoni di Baglioni.
