A Colei (Che io mai amai)
Goldstyles
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Dall’olimpo degli dei più giusti,
fra le tante colonne d’architetti sublimi!
Dalle parole che alle tue labbra tacesti,
e, non mi regalasti in quegli attimi.
Ovunque si possa trovare una donna,
che appaghi il desiderio più roseo,
qualunque sia l’atroce condanna;
Dell’averti amata, sono cosciente d’esser reo.
Capisco, amici, il vostro additarmi,
e vi chiedo in un’ingenua domanda:
Se ogni fiamma danzante ha per se,
un ondeggiante fuoco che la circonda!
Se ogni poeta regala versi di passione,
alla sua musa leggiadra e celeste!
Perché un miserabile uomo in una visione,
non può smaniare nelle lucenti feste,
per la veste di lei perfetta colonna di marmo,
lei che sorregge il muto sguardo,
lei che è soglio sacro del cuore d’ardore colmo,
lei che rimarrà in me come eterno ricordo.
Ma in Colei (... che io mai amai)
si vede struggente regnare il candore sublime,
dei petali delle rose bianche, come i ghiacciai
più lontani e delle nevi d’alte aguzze cime.
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Goldstyles
Commenti (3)
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Michele Tropiano9 febbraio 2011
molto bella... i versi, musicali, regalano belle sensazioni e le parole sono scelte con cura. mi piace il "mai amai"... solo non condivido alcune scelte tipo "l'altroce condanna -punto e virgola a capo- Dell'averti amata" ma immagino abbia un preciso motivo stilistico...
Stefania Stravato9 febbraio 2011
...un testo davvero notevole... molto apprezzato... bello, si... mi fa piacere conservarlo... sinceri complimenti...
ilaria montali9 febbraio 2011
Ogni tratto di questa poesia è sublime diffusione del senso di ammirazione e desiderio per la dolce musa ispiratrice. Un essere che dalla lettura appare una Dea, un simbolo di perfezione quasi irraggiungibile per il misero uomo.



