La donna del mare
Aveva gli occhi azzurri, intensi,
come sprazzi di mare,
i capelli adornati da conchiglie
di medraperlacei colori,
un vestito di reti strappate
dalla burrasca impetuosa,
sul volto meraviglioso lacrime
nate dal sudore dei pescatori
dalla pelle lignea arsa dal sole.
Non aveva... voce...
se non le voci delle donne del borgo sul mare,
che cantavano nenie struggenti,
per incanto, diffuse, dslle sue labbra di corallo,
a portare il sonno ai bambini nella culla.
Aveva mani delicate che stringevano
meduse di cristallo e microrganismi marini
in agonia sul lido, il piccolo seno nudo
offerto alla carezza del vento d'autunno.
Era il mio sogno... il sogno di un bambino...
che ama il mare... parte infinitesimale di quarzo,
che in esso vive e si trasforma...
era una favola d'amore... una canzone d'amore...
cantata da mia madre quando mi stringeva
tra le braccia per difendermi dai geni
malefici della notte.
Era... il mare... il suo respiro che mi avvolge...
era... il mio mare che mi sconvolge ancora...
il mio mare... soltanto il mio mare,
che mi quieta e mi rasserena,
tra memorie di eternita'...
mi accompagna nel mio viaggio
verso il tempo del nulla.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Cuccu Anna Maria1 marzo 2009
Il mare che cullava sogni di bambino accompagnati da antiche nenie e dalla bellezza marina di una donna amata, il mare che sempre affascina accompagna adesso sogni ormai al tramonto della vita. Tanto apprezzata.
Giovanni621 marzo 2009
Splendidi versi che cantano una favola sentita da bambino e che parla del mare come fosse una propria forza della natura. Poesia d'amore che si legge anche come una favola, dolcissima. Bella e piaciuta tanto.

