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Morte 2 marzo 2009 · lettura 1 min · 2050 letture

L' Oblio

Cuccu Anna Maria 890 poesie pubblicate
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Attendo impaziente l'Ultimo rintocco che mi condurrà all'Eterno Oblio. Suonate campane, suonate a martello, stanca ormai sono di errare in questa amara valle di lacrime.
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L'autore
Cuccu Anna Maria

Sono una umile donna di 55 anni che ama scrivere poesie semplici ed essenziali. Amo anche la prosa, la Musica, il Teatro, la Pittura. L'arte mi attrae e mi appassiona per la sua capacità di espressione e trasmissione di sentimenti e sensazioni. Ho un blog: www.tristezzainfinita.blogspot.com

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Commenti (11)

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L
Lorenzo Crocetti2 marzo 2009

Trstezza senza speranza in una toccante poesia nella quale il pensiero della morte è preso sul serio. Differentemente da me che, dopo il titolo "drammatico" che ho dato alla poesia addirittura del mio funerale, ho poi invee esorcizzato, attraverso un'ironia che mi è stata riconosciuta, il pensiero della morte. Questa poesia della brava autrice lascia invece un po' (si fa per dire) d'amaro in bocca. Ma forse è proprio questo lo scopo cui la poetessa tendeva.

Versi di assoluto abbandono. Le campane suoneranno ma contrariamente a quanto l'autrice vorrebbe per lei... suoneranno... a festa! Non ci capiterà mai ciò che il cuore si augura. Amara, dura, cruda, legge vitale. Mai mollare. Versi tristemente letti, belli come sempre, ma nell'augurio assolutamente non condivisi!

Anna Maria Obadon2 marzo 2009

La depressione è una brutta bestia ma in questi versi ho letto il classico lapsus Freudiano, infatti le campane suonate a martello avvertono di un pericolo imminente e invitano alla difesa... l'inconscio si sta ribellando a questa situazione di stallo. Prima o poi una soluzione si troverà che non sia quella funesta delle campane che suonano a " morto"...Un augurio!

Paolo Ursaia2 marzo 2009

Esangue, sconsolata... versi d'asciutto abbandono. Ben scritta, ma assolutamente chiusa. Mi auguro... una luce

Berta Biagini2 marzo 2009

Questi versi sembrano veramente essere arrivati ad un punto di arrivo, ma ricordiamoci che molto spesso si sbaglia - guardiamo lontano alla ricerca di quella piccola luce che con fatica cerca di avanzare, prima o dopo arriverà sicuramente al traguardo. Basta saper attendere!.

G
Gabriella Caruso2 marzo 2009

attendo impaziente l'ultimo rintocco... mai gettare la spugna. La vita è piena di sorprese proprio quando meno te le aspetti. Versi amari ma belli

Danielinagranata2 marzo 2009

Questi versi sono di una tristezza infinita un freddo nell'anima e tanto buio lacerano il cuore

Rasimaco2 marzo 2009

erosione di attimi buttati al vento... la bellezza dei versi ammanti in un sudario prematuro, emana tristezza emana malinconia, ma son sicuro che in fondo all'anima ancora forse c'é un barlume di speranza anche se sembra che "l'atto di gettar la spugna" sia già presente...

O
Orma Detruria2 marzo 2009

versi che naturalmente disorientano, un'esclamazione diretta urlare un basta, scrivere una fine, consapevolmente, sembra una lucida follia a mio parere invece un atto di grande coraggio. molto bella.

Paolo Eroli2 marzo 2009

il tempo delle attese... ma bisogna con forza risalire l'erta... Bella anche se triste!

Parole da trovare forse sono inutili e superflue... nella sua tristezza la poesia ha bei versi... Il mio dire, per esperienze vissute, ...la vita è il dono più grande che abbiamo avuto... Un abbraccio.