La Crisi

Dal vetro appannato
di quei diciott'anni
di sogni leggeri
vedevo la vita.
Il mare era sole
e qualche paura
poter dire domani
era ancora una festa.
Sgranando ogni giorno
il grigio è arrivato
e i sogni di luce
raccolti in soffitta.
Marcire su giorni
senza un lavoro
e sensi di colpa
seduti sul letto.
Quale futuro
avran queste mani?
Quale libertà
avrà questa vita?
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Commenti (1)
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Marco Prandelli2 marzo 2009
Piaciuta. Bella l'intro "dal vetro appannato di quei diciott'anni...": già da sola dice tutto... (Stato d'animo comunque da vincere)
