Le Donne di Tagore
Le donne di Tagore
hanno caviglie leggere
e un tremito fugace
nelle pupille cerbiatte.
Le donne di Tagore si cingono i fianchi
con fiori di mango e di ibisco
e adornano i loro lobi rosati
con la luce di fuggenti mattini
Camminano lungo i sentieri
con le palpebre socchiuse
celando il loro cristallino
più nero delle nubi in tempesta.
Non lasciano mai il loro mantello
sulle rive di fiumi sconosciuti,
o il loro velo ai bordi della notte misteriosa.
Camminano come sospese,
facendo tintinnare i loro monili,
ma non fanno troppo caso
alla rosa che si schiude sopra il seno.
Sono avvezze alla luce della lampada,
riparano il loro incarnato d'avorio
dal sole dei meriggi.
Ma, alla fine del giorno
non hanno vergogna a mostrare
l'incantato giardino
al loro giardiniere
che gentilmente
l'uscio bramato sospinge
con nocche di dita leggere...
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L'autore
Annysea
Anna Marinelli è nata a San Giorgio Jonico (Taranto), dove risiede. Abilitata all'insegnamento è impegnata attivamente in alcuni movimenti di volontariato di ispirazione cattolica. E’ socia fondatrice dell’Associazione Culturale “ LINO AGNINI” nel cui ambito promuove la rassegna annuale “ Incontro con l’Autore “
Commenti (2)
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Chiara Catanese7 marzo 2009
Che eleganza... che belle, delicate immagini, donne create con tasselli rubati alla natura... Belissima, apprezzatissima
Cuccu Anna Maria7 marzo 2009
Versi eleganti e raffinati come quelli di Tagore. Una immagine evocativa delle donne orientali, figure quasi eteree che sanno incantare con il loro giardino il proprio giardiniere. Intensi e sublimi versi.

