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Donne 8 marzo 2009 · lettura 1 min · 7149 letture

In sorsi di cielo

Carolina Villani Bidibambina 136 poesie pubblicate
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Stinge il sole sulle mimose in fiore e scolorano rose erose dai venti di maestrale e piove lungo le scale d'estasi artefatte sullo strazio d'ali bianche negli specchi d'infanzie abbandonate Piove sugli addii annunciati nelle acquasantiere sconsacrate galleggiano nel fango squame di solitudini raggianti annegano in sorsi di cielo aneliti e sangue stampati ieri sulle volte a vela alte ed io briciola che assorbe ogni dolore per te che sei amore silenzioso tradito da un fremito greve di catene piango, nell'incapacità di liberarti
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L'autore
Carolina Villani Bidibambina

B id ib am b ina, bi di bianco, bi di bimba... nick scaturito dall'esigenza di voltare pagina, espressività e riscatto di una visione candida della vita mai offuscata negli impervi passaggi, nonostante ferite profonde... Una parola che, se letta a ritroso, rivela la mia essenza, quella che spero i miei versi

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Commenti (5)

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mp47pasquino8 marzo 2009

Tra queste mimose piove, a volte rugiada a volte pianto che sa di fango, oggi questa pianta è simbolo di festa e scorgo festa tra il fremito greve, anche nella tua poesia.

Veleno8 marzo 2009

Se malinconia c'è non stà nel cuore, rispolverare colori se pur bagnati da gioia... e amore. Splendida poesia

Leaf8 marzo 2009

Leggendo questa splendida poesia mi sono commossa. Ho visto sfilare le sofferenze silenziose, o gridate di coloro che portano sulle spalle, forzatamente larghe, pesi infiniti. E in nome loro, ipocritamente festeggiate per profitto, muoiono altri fiori. Vite che si offrono ad altre vite sacrificate da sempre, nell'indifferenza. E proprio contro quest'indifferenza, anzi, nell'impotenza di una condivisione muta, leggo il senso del testo. Come si può scorgervi festa? Ovviamente visione personale... Ma la bellezza, invece, non è opinione.

Mimose che grondano gocce di sudore e di fatica, che bagnano catene arrugginite dai silenzi di cieli consumati e sgretolati nel dolore, nel lento decomporsi di emozioni sordomute che imputridiscono incarnate tra le pieghe accartocciate dell'anima ... colgo in questi versi un'intensità speciale di pensieri e suggestioni che nel loro sciogliersi tra visioni d'esistenza incompiuta si rivestono di intrinseca e profonda bellezza

P
Paolo Faccenda10 marzo 2009

Poesia con forti accenti lirici, ed una estetica con connotazione e richiami classici. Poesia molto intensa, piena, accorata, commovente; dove la poetessa si immerge in prima persona, come a voler consolare, del dolore e della velata tristezza, che attorno a sè ha raccolto, e qui esternata in modo e con stile pregevole ed esemplare. Bellissima.