Il pettine scorreva
Tu, madre
viso senza espressione
mistero arcano i tuoi pensieri
solo il pettine scorreva
a narrarmi l'umile storia
del cuore
Allo specchio annodavi
il cipollotto
sapienti le mani
fra le ciocche aromi di spighe
e qualche ago di pino
La tua voce mi chiamava
dall'aia assolata
per farmi le trecce
Le tue dita scorrevano sulla nuca
nell'unica carezza
che osavi farmi
fingendo di usare le forcine
Temevi che la troppa tenerezza
non facesse di me una donna
ma un vaso di cristallo
senza futuro
Ora allo specchio ravvio
ciò che resta di un indomita chioma
e il ricordo s'infrange
nel profumo perduto
dei tuoi capelli sciolti
sull'ultimo guanciale.
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Commenti (1)
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Libera Mastropaolo8 marzo 2009
Inneggiare alla donna per eccellenza, la mamma, è splendido, come la tua poesia.