Forse un mattino andando in un'aria di vetro
Forse un giorno svegliandomi in frantumi,
inerte, guardandomi, riconoscerò me stesso:
l'indifferenza dentro, la morte dietro
di me, credendo d'impazzire.
Poi come s'io non fossi, guarderò nel teatro
allestirsi lo spettacolo dell'inganno.
Ma non entrerò; girerò muto le spalle
tra gli uomini che muoiono, e sarò.
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Commenti (1)
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Zima12 marzo 2009
molto vicina per sensazioni e costruzione a quella di Montale (una delle più belle, a mio parere) pur non rispettandone le rime. credo forse "troppo" vicina. avrei tentato una riscrittura che si rifacesse al sentimento, ma che fosse più "personale". ma l'impresa, si capisce, era assai ardua. ammirevole tentativo!
