E tu che pensi sia fortuna
Perdersi a riva
e vedere onde di bambini
rincorrersi
prendere freddo
aspettando che il sole cada
arrossendo
guardare baci
ed essere perso per pazzo dagli
innamorati
tendere fili
sul quaderno delle stelle per scrivere
un nome
tornare a casa
e ritrovarsi soli e nel piatto leggere
rime
guardarti dormire
e senza nessun segno saperti
altrove
scorgere fantasmi
aggirarsi nella nostra casa e
specchiarsi
vederti leggermi
e tu che pensi sia fortuna
tutto questo
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!