La camera del pazzo
Otto anni passati a vagare,
seduto,
tra le spoglie mura.
Chiuso nella camera,
per tutti,
ero pazzo.
Buattate via la chiave,
lasciatemi alterare il mio modello,
potrete voi contarmi,
tra i capi da macello.
Nel mondo vostro,
nei premi,
nei giudizi,
non trovo gioia alcuna.
Preferisco,
non cangiare,
nel microcosmo,
tra le mura.
Ormai non c'è più suono,
ne luce,
ne un misero modello,
ma un manto di colori,
che avvolge la mia forma,
ogni giorno,
d'un eterno ritornello:
"Vidi il mondo col mio unico sguardo,
ho resistito con forza,
al mio essere codardo"
©
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