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Amore 17 marzo 2009 · lettura 1 min · 2232 letture

Viole di maggio

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Antonio Il Cavaliere 35 poesie pubblicate
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Ma tu con che coraggio Guardi ancora quel paesaggio? Non dovresti buttarci giù dalla rupe Mi dicesti che le tue giornate erano sempre più cupe Pensavo a quel giorno di maggio Quando il cielo era limpido e sereno Tu per me eri tutto, tu eri l'arcobaleno Ma invece eri solo uno stupido miraggio Ricordi com'era bello guardare le nuvole sole Poi sei diventata come loro e sei fuggita via Il vento ti ha portata lontano ma sei tornata Io ti ho stretto di nuovo la mano e ti ho amata Ma alla fine appassiscono tutti i fiori anche le viole E dopo qualche altro soffio tu non eri più mia Perché non cadi da quella rupe e ti spacchi la testa Almeno tutto sarebbe bello, tutti saremmo in festa E invece sei ancora qui, altro che giorni bui! Io vivo le mie giornate da solo e tu passi le tue notti con lui
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Commenti (1)

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Antonella Bonaffini17 marzo 2009

Versi di una sincerità...disarmante! La delusione è palese. Son sincera, nel legger che il poeta vorrebbe che chi regala al suo cuore pena... potesse rompersi la testa... ho riso di gusto. Non mi aspettavo! Perché augurar del male a chi ha tradito per ben due volte? Io credo sia più triste la condizione di colei che sembra non aver riguardi nel modificar cuore... e vittime. Versi intensi e colorati. Bella poesia!