Sinestesia d'un adagio
Classe 1987, l’amore per tutto ciò che è creatività e immaginazione mi accompagna da sempre. Amo scrivere (racconti, poesie, pensieri, articoli), leggere, il mare, la musica, il canto, la filosofia. Ho una laurea in filosofia e scrivo (recensioni musicali, articoli, versi, racconti, copywriting...)
Commenti (3)
E' una poesia "simbolista" questa? Il così difficile titolo potrebbbe farlo pensare. Sinestesia. Non mi dispiacciono comunque quei pochi versi che, in certo senso, mi pare corrispondano al titolo. Cito Montale, tanto per rendere l'idea (se l'ho capita) di "sinestesia": "fredde luci\parlano." Confesso che, ogni volta che trovo termini difficoltosi, mi aiuto col vocabolario. Però anche qui tanti lettori, ma nessuno che abbia avuto il coraggio, davanti alle difficoltà d'interpretazione, di scrivere un commento. Il qui presene Etrusco non ha invece mai paura a gettarsi nella mischia. E se non ha saputo interpretare per nulla l'elaborato, per lo meno è da apprezzarsi il suo tentativo. Più facile star zitti. In bocca chiusa non c'entra mosca.
Apprezzo sempre le poesie brevi che son dono di sintesi... e la melodia par di sentirla nel cuore dell'autrice che vi si adagia (forse per un amore, o comunque una condizione di benessere intimo, leggerezza del momento... piacevolezza... velluto... quasi estasi.
In sintonia con Lorenzo... e sicuramente da avvicinare molto alla corrente francese senza esserne totalmente avvolta... comunque indubbiamente bella


