Metaphysica
Ferny Max Curzio
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Quando ti conobbi
in quell'universo di note
di vario colore
non avrei mai creduto
che il tuo profumo
si sarebbe trasformato
in una cascata
di pensieri divini
sommersa dalle foglie
che qualcuno
andava spargendo
sulle contrade
sì che il tuo corpo
vibrasse all'unisono
con il Paradiso
Così ti vidi quel giorno
persa in mezzo alle sensazioni
che tu donavi
facendomi trasalire
ed insieme a me
nei ghirigori dell'ebbra
sazietà di noi
un palpito d'infinito
faceva riempire anche te
di tenera follia
perché in quella
ti scoprii mia
Come dal Nautilus
andava affiorando
la scoperta di nuovi mondi
d'ineffabile bellezza
così tu fosti
il mio sogno fantascientifico
realtà di carne e di poesia
apparentemente senza senso
ma lo strascico
del tuo vestito di nozze
è stato trasportato
dalle ancelle di Venere
Perché c'eri anche tu
quel giorno
che si parlava di noi
ed hai potuto appurare
quanto il canto degli uccelli
portasse i nostri nomi
con affettuosa devozione
tanto al di là del vento
e delle montagne
da fonderli per sempre
in un abbraccio solenne
dentro i nostri cuori
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L'autore
Ferny Max Curzio
Commenti (1)
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K
Kate27 dicembre 2009
un amore che appartiene ad un passato che non c'è più, eppure il dolore è ancora presente in questa poesia, dolore, misto a rimpianto e nostalgia. dalle bellissime immagini descritte doveva sicuramente trattarsi di un grande amore fatto di illusioni e di progetti. veramente bella
