L'attore
La maschera d'attore che tu porti
Non migliore ti rende ai loro occhi.
Non c'è pace, non c'è frase che riesca
Ad alleviare la tua anima funesta
Che non resta mai a sé aggrappata
Ma va sempre verso gli altri corazzata
E si chiede:"Perché gli altri son migliori?
Eppure anch'io ho i miei onori!".
Ma la folla che ti guarda e non t'applaude
S'è accorta del tormento che t'assila
E bisbiglia sottovoce il suo dissenso
Al tuo recitar
Miserevole e meschino.
La maschera d'attore che tu porti
Non nasconde i tuoi inganni
E le parole
Che nell'aria si dissolvono veloci
Perché privi di rispetto e di valori.
Spettatori, perfavore, non tacete!
Applaudite l'uomo che di gesso fa il suo volto,
Che mai mostra, che mai svela,
Che dietro una maschera si cela.
Di biasimo e vergogna ce n'è tanti!
Date a lui il piacere di un momento...
Di un solo momento.
Poi nel buio subitaneo egli ricaschi
Finché viso e anima si spogli
E ci mostri finalmente i suoi orgogli.
Mai visti, mai applauditi,
Ma umiliati dietro il peso di un sipario
Di menzogne
Inconsistenti ma appiccicose e sporche
Come fango dalle mani sue sugli altri,
Che mai lava, che mai scuote,
Che nasconde falsamente,
Il dramma della vita di un teatrante.
©
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Commenti (1)
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Mauro29 marzo 2009
Personaggio descritto con perizia di penna. Il teatrante che non sai mai se recita o mente, la cui abilità è nel coinvolgere lo spettatore. Letta con piacere ed interesse.
