Ladro
mi presento oh popolo di poetico gradimento
sono un cacciatore d'oro
che la pietre un dì vidi brillare
le punte grezze di un diamante
ho perso così la mia missione
ora che tra le mani stringo
la bellezza più rara del mondo.
ho perso la parola amore
ho perso di lei il sentore
è rimasta intrappolata
tra i sospiri di una riga
che non hanno più una rima.
vorrei modellarti di pensieri
incantarti di nuove forme
vorrei sentirti tremare la voce
mentre leggi questi versi
ma restano vuoti di emozioni
che mi hai rubato dalle mani
sei riuscito a strappare
la mia forza luminosa
hai ucciso la mia alleata
quella tempesta polverosa
che chiamavo la mia musa
io rivendico a te
ladro della notte più meschina
il diritto di un poeta
come può un uomo
essere migliore di un sonetto
cantato al suon del vento
e creato dal più dolce lamento?
qui si celebra una morte
la mia musa ha preso il volo
ho dolce ispirazione
troverò mai un tuo versetto
più bello di quel ladro
che del tuo delitto
l'abito nero si è macchiato?
tu davi profumi a questi tratti
scalfiti sulle linee del tempo
che raccontavano ogni mio momento
davi brividi e illusioni
a chi di te coglieva i sensi
ora sbiaditi dalla sua presenza
maestosa e propizia esisteza
ignora pure il mio canto
che di giustizia tuona
ti ripudio dalle mie poesie
irritabile perfezione
perché qualunque cosa di te scrivo
non trova un tratto del tuo bagliore.
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