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Riflessioni 4 aprile 2009 · lettura 1 min · 3238 letture

Come farò?

Antonella Bonaffini 924 poesie pubblicate
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Come farò quando le mie esili dita si fermeranno, come farò quando non potrò più colorare il mio tempo dimenticando l'affanno? Come farò ad abbandonare il costante lamento che dalla terra sembra elevarsi sordo rivestendo la veste di un canto dismesso? Come farò quando le mani si tenderanno, a fingermi cieco a voltar altrove lo sguardo? Come farò dimmi come farò... A non farmi domande a simular carnevale festoso a vestir di superbia l'inganno? Come farò ad ignorare il bisogno di un amico vicino a capir che è solo il più forte che ha bisogno di aiuto? Come farò a veder le mie lacrime non lavar le sue pene a fermare quel mondo che non ha più un colore... ma che continua spavaldo a trottare propagando il suo sordo Male?
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L'autore
Antonella Bonaffini

Chi sono? Gran bella domanda... Semplicemente un io "scomposto" tra i tanti....forse più composti di me. Sono nata a Messina città a cui sono molto legata il 29 Agosto del 1974. Vivo a Roma da 13 anni. Sono orgogliosissima di esser Siciliana. Da sempre adoro scrivere e dipingere. Credo di aver un arcobaleno gig

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Commenti (12)

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Paolo Ursaia4 aprile 2009

L'iterazione... elegante, accorata; versi di costruzione diversa rispetto alo stile usuale dell'Autrice, incalzanti e comunque eleganti. Sentita e piaciuta

L
Lorenzo Crocetti4 aprile 2009

Un costante ed angoscioso chiedersi cosa potrà essere fatto quando determinati aspetti dell'odierna vita verranno a mancare. Una poesia in certo senso dolorosa, dove la domanda, nella sua elegante ripetizione ossessiva, non riesce a trovare un'adeguata risposta. E la poesia si chiude nell'ambito dell'espressa tristezza, lsciando intendere un'assenza assoluta di speranza. Non so se io sia riuscito bene ad interpretare questa poesia, e non vorrei che l'autrice me ne volesse, se non ne sono sato capace. Tenga però presente che i sentimenti dell'animo umano sono un universo di differenziazioni, e, proprio nella poesia essi si riflettono, determinando infinite variazioni. Nella poesia non esiste mai un'unica e generale acquisizione.

Rosa Leone4 aprile 2009

come faro?... infatti non si può fare...! non è facile riuscire a guardare altrove quando le braccia ti chiedono aiuto... Non si Può fare! eppure, purtroppo, in questo mondo che ci sta crollando addosso, troppi son quelli che alzano le spalle pensando solo alla loro bocca da saziare... tema sempre toccante e vivo ... presente ad ogni angolo del mondo... molto bella apprezzata parecchio... Non si può rimanere indifferenti! non si deve!

Un susseguirsi quasi ossessivo di quel "Come farò"... a sottolineare proprio l'importanza di continuare a fare ogni cosa sin che il tempo è favorevole.

P
Paolo Faccenda4 aprile 2009

La malinconia e lo struggimento proiettato nel futuro, dell'ansia timida paura, di non essere in grado, di non essere capaci, pervade questa poesia. Ma tu (scusami se mi permetto) non devi reggere le sorti di questo mondo, anche se capisco la tua pena, non ti sentire così troppo responsabile e coinvolta, anche perché credo che tu possa affrontare con la tua sensibilità e amore, future circostanze. Buenas noches senorita. Hasta luego!

Sonnyfox4 aprile 2009

L'angoscia di non riuscire... il timore di non reggere... di non essere all'altezza... eppure in quei versi alla domanda ripetuta più volte... si percepisce la risposta non scritta. Una poesia stupenda.

Berta Biagini4 aprile 2009

Domande che spesso fanno parte della nostra vita lasciandoci con innumerevoli dubbi e di questo ne soffriamo. Molto molto sentita.

Delice14 aprile 2009

tristi versi che fanno riflettere... ad un certo punto della vita ci vengono naturali molte domande sia per quanto riguarda noi stessi che per il nostro prossimo. Il mondo ora però non ci offre molte speranze speriamo in qualcosa che cambierà la situazione al più presto comunque l'Autrice ha espresso con un grande sentimento questa situzione, molto piaciuta

Paolo Eroli4 aprile 2009

introspezione che all'arga gli orizzonti su quanto vorremmo sapere, per noi e per gli altri, sul futuro, versi eleganti e che esprimono grande sensibilita':Molto bella!

Carlo Fracassi4 aprile 2009

Nel futuro di ognuno di noi c'è una badante che aspetta! E la disgrazia nostra sarà la sua fortuna...

Rasimaco4 aprile 2009

il commento di lorenzo mi fa sorridere perché in effetti penso che non abbia tutti i torti... ma la nostra poetessa é giovane e deve credere che forse si riesce ancora a toccare il cielo con un dito... la poesia é bellissima e stimola la nostra mente alla riflessione...

Carlo Sorgia5 aprile 2009

Bella anzi bellissima poesia. Molto musicale e profonda al massimo