L'addio
Carmine Branco
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Oh perché mai
ancor mi fingo
vivo, Io che,
alla morte
son votato
sin dai teneri
anni miei passati?
Ogni alba mi
riporta all'agonia,
ogni meriggio,
al supplizio, ultimo
mio. Che di insulti
è il mio pane e,
di solitudine
il mio guanciale e,
la sera, l'ultimo
affanno, che m'introduce
il dolce sonno, anticamera
della morte mia.
Oh che Io saluto
al calar del sole,
ognuno che mi è caro
al cuore, sperando
di non svegliarmi
ancora su di
un'altro martire dì.
E chi m'è rimasto caro,
sà che vorrei dir "Addio!",
non già," a domani",
ma mi trattengo,
guardando i suoi occhi
di bimba innocenti;
e, al risveglio, bacio
con dolce mestizia,
quelle dolce stelle,
che son venute
dai miei fianchi e, che
vivono i ricordi più belli!
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Carmine Branco
Nato a New York (USA) nel 1966, mi trasferisco in Italia nel luglio del 1980. Non conoscendo la lingua, se non il dialetto casertano, eredità di mio padre che è campano, mi sforzo non poco ad aquisire padronanza dell’italiano. Diplomato nel 1985 in ragioneria, parto militare l’anno successivo. A 23 anni m’iscrivo alla
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