Dalla luna

Aspettiamo di viaggiare,
tumefatti dal quotidiano logorio,
e come se ci osservassimo dalla luna,
tracciamo il nostro cammino.
e senza mettere a fuoco,
segniamo punti incerti su topografiche predefinite
non mettendo nota delle non calcolate increspature,
che come onde viaggiano sul nostro fato,
forse troppo assorto a rassicurarci
pur essendo già tracciato sulla nostra anima.
Allora voglio farmi terra,
per erigere il mio destino
e piccolo piccolo, far colline di parole
dove l'orizzonte rispecchi il mio io,
né pianure né montagne,
ma ondeggiante, per sopraffare
quel che resta di una vita comune
ma alla fine rimango sulla luna per guardare
i monti degli altri come si vanno a innalzare
©
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