SPecCHi
Fabio bruschi
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Quando scrivo
vedo il pallido riflesso
della mia anima.
Sono vero
fragile
senza pelle.
Cerco me stesso
trafiggendomi la carne
scavando fino all'osso
per trovare una verità .
C' è autentica disperazione
in me.
Voglia di gridare
la mia solitudine
l'incapacità
di guardare in faccia
il tempo
l'amore
la vita...
Le singole parole
sono come un parto,
travagliate
sofferte
sconnesse
confuse e perse
ma sempre autentiche .
Alla fine riesco a vedere
ciò che sono
e non vorrei essere.
Non c'è più finzione
nessuna protezione
da questa vita bastarda .
Rimane solo
questa ossessiva
nevrotica
tristezza,
vuoto esistenziale
permanente.
Un tunnel
nessuna
"uscita"...
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L'autore
Fabio bruschi
Commenti (1)
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Giulia Aurora9 aprile 2009
ma forse l'uscita sono le tue parole molto bella

