Primavera estinta
Sono una umile donna di 55 anni che ama scrivere poesie semplici ed essenziali. Amo anche la prosa, la Musica, il Teatro, la Pittura. L'arte mi attrae e mi appassiona per la sua capacità di espressione e trasmissione di sentimenti e sensazioni. Ho un blog: www.tristezzainfinita.blogspot.com
Commenti (17)
Una sofferenza che incide, che leva le forze... e quella penna, malgrado tutto... piaciuta
La primavera, ...la stagione "giovane" per tutti, diventa il simbolo di "vecchiaia" per colei che crede non avere altro da chiedere alla vita! Un accostamento buio ma allo stesso tempo delicato! Poesia che ispira profonde riflessioni; bella ed intensa!
Balenanti e meditate, molto sofferte, impressioni; e che auguro all'autrice restino soltanto come tali, come impressioni che a poco a poco si esauriscano, ritrovando una più colorata primavera, ma la poesia è comunque bella e profonda!
Da quella penna può rinascere la primavera in maniera saggia ed armonica.
poter esternare le proprie sofferenze, scrivendo, costituisce una vera e propria cura che, come gocce omeopatiche, lentamente sortirà il suo effetto curativo. Piaciuta.
La primavera rinasce sempre e perché non dovrebbe ancor rinascere una nuova vita nel cuore della nostra autrice, forse bisogna solo attendere ancora un po'.
Sentirsi estranei alla rinascita della vita, osservare dai margini e avere la fortuna di una penna in mano... Non a tutti è dato questo... Versi che colpiscono per la loro intensità, molto apprezzata
immagine perfetta a descrivere una mente sofferente ma viva, crudele sembra il dover sopravvivere al dolore, eppure quello che la forza riesce ad esprimere in un certo senso è una grande espiazione... bellissima.
La penna come ultimo baluardo per sopravvivere... come ultima difesa prima della resa... o prima di una grande rinascita?
Leggendo questi versi penso ad un pastore analfabeta. Come potrà esternare quel dolore che gli spacca il cuore? Questi non ha in mano una penna ma solo un bastone che agita sul suo gregge. Conservi l'autrice quella piccola bacchetta magica capace di parlare alla gente e dalla quale, ancor oggi, sgorga, in fluire continuo, linfa vitale!
quella penna ha un potere magico, fa rivivere, rinascere momenti indimenticabili sogni realizzati ed avventure passate, tutto passa attraverso quella penna, molto apprezzata
Sarà pure tremante la tua mano ma la penna la reggi molto bene e ci fai tu sentire da lontano il tuo dolore, insieme alle tue pene. La penna, te lo dico in fede mia è il braccio forte della fantasia, e scrive, nella gioia e nel dolore sempre e soltanto quel che vuole il cuore.
Secondo me l'autore poteva scrivere qualunque cosa nei primi quattro righi, perché non sono altro che un corollario, sicuramente bello, alla vera poesia che segue dopo. Veramente ottima.
Triste e delicata al tempo questa poesia che si lascia pasteggiare e capire nella sua ala di tristezza che nulla toglie alla bellezzadei versi!
Il potere della penna per quelle parole come sigillo sul tempo rubato nei suoi attimi... Molto intensa e profonda.
chi ama scrivre muore con le sue armi in mano e lascia agli altri le sue parole, ma le armi le porta con se
morire con le proprie armi addosso non é proprio incoraggiante... meglio vivere più a lungo anche senz'armi... una persona sensata direbbe così... ma io preferisco morire pugnando...













