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Sociale 13 aprile 2009 · lettura 1 min · 1659 letture

Cosa mi è rimasto?

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Matteo Testi 106 poesie pubblicate
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È tutto finito, non si può cambiare. Piangere è inutile ma ti può aiutare. Tante bare all'orizzonte molta gente che le fissa una lacrima scende quando la paura riprende. Non ho più niente accanto a me. Non ho una casa, né da mangiare, né una persona da abbracciare. È per questo che adesso mi sento spento.
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Matteo Testi
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Commenti (5)

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Cuccu Anna Maria13 aprile 2009

Ci si sente spenti quando non si ha più nessuno da amare e da abbracciare, quando non si ha più casa e cibo. Intensa e tragica. Stupenda nella sua immensa tristezza.

Antonio Biancolillo13 aprile 2009

...tutto finito... la solitudine più amara... e si spegne tutto intorno e buio all'orizzonte... Triste realtà dove ci vuole una forza di volontà per ricominciare... Bella.

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Lorenzo Crocetti13 aprile 2009

Per principio mio, contestabile del resto, non commento le poesie sul terremoto, per le ragioni che ho abbondantemente spiegato. O almeno mi sono soffermato solo su un paio che mi senbrava si staccassero dalla massa. Non gradisco per di più quelle foto tragiche che accompagnano la poesia, quasi a suscitare nel lettore un sentimento di maggiore approvazione della stessa. Parlo però, mi s' intenda bene, di sentimenti giusti ma troppo facili, e non mi riferisco solo all'autore di questa poesia, al quale mi limito a suggerire i due accenti che gli sono sfuggiti durante la battitura nel terzultimo e quartultimo verso su "né", che va accentata per non confonderla con la particella pronominale "ne". Dico questo a solo titolo d'amicizia.

Cristina Khay13 aprile 2009

Io credo che l'esternazione di uno stato d'animo, quale esso sia indipendentemente dall'argomento trattato, sia non solo auspicabile in poesia, ma addirittura doveroso. La speculazione in poesia su certi temi di attualità come indicava Lorenzo non è dissimile da certe poesie amorose che poco hanno d'amore e molto d'altro intento... Ma la verità è che la poesia si fonda sull'effetto che rende al lettore, quando lo tocca, come e perché lo fa, nel profondo... E solo in base a questo la poesia va valutata e, nel caso, commentata. Personalmente l'ho trovata di una semplicità tanto spiazzante quanto cruda e vera, anche se in alcuni punti scontata. Piaciuta.

M

Si forse è inutile, ma è l'emozione umana che si esprime attraverso le lacrime che evidenziano un senso di perdita. L'autore ha voluto soffermarsi sul vuoto che rimane, quando il niente fa da padrone al poco che resta... Mi unisco idealmente al commiato che ha prostrato una citta' in ginocchio.