De far quatro rime xè boni tuti +traduz.)
Stellaerratica
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Stamane quatro rime go pensà
parché 'nte 'l cao le me ga martorià:
de meter do' righe in fila
xè boni tuti e no te ciapi 'na gran pila.
Chi se ne frega se go scordà 'l trentin
(che no go mae savu parlar)
e se nemen sae scriver 'l triestin:
a mi me basta poder comprar de magnar!
I Taliani xè sai cocoli:
tuti i pensa, de ridude xè gran rodoli,
che Trento e Trieste le xè vizino
divise da 'n ponte sai carino.
No go mae capì come se podesi far
a tornar casa a pie senza smadonar.
Volè perdonar 'l me pesimo dialeto
sta poesiola la ma ga butà zo dal leto,
go miscià la lengua de me mare, 'l trentin,
con quela de me moros, triestin.
Per valghedun doi rime le basta a giustificar
'na poesia e la voja de publicar.
Mi no son sai dacordo
ma le scrivo prima che me le scordo.
Ora basta mescolare teserano e predazzano
e scriver sbagliato triestino e trentino,
ho voluto di proposito scherzare
senza però i versi a caso spezzare:
"Ti voglio bene, Mamma!" è da sola gran poesia
e mandar a capo un panegirico è follia
se solo con rime sparse lo vuoi pubblicare
aspettando che gli altri lo vengano ad osannare.
Non c'è voluto molto tempo né cervello
per abbassarmi a questo livello.
Ok, ho capito, devo andare,
di là ho tanti piatti da lavare...
Traduzione della prima strofa:
A far quattro rime son bravi tutti
Stamani quattro rime ho pensato
perché in testa mi hanno martoriato:
di metter due righe in fila
son bravi tutti e non prendi molti soldi.
Chi se ne frega se ho dimenticato il trentino
(che non ho mai saputo parlare)
e se nemmeno so scrivere il triestino:
a me basta poter comprare da mangiare!
Gli Italiani sono tanto carini:
tutti pensano, di risate poi ci rotoliamo,
che Trento e Trieste sono vicino
divise da un ponte molto carino.
Non ho mai capito come si potrebbe fare
a tornare a casa a piedi senza smadonnare.
Vogliate perdonare il mio pessimo dialetto
'sta poesiola mi ha buttata giù dal letto,
ho mescolato la lingua di mia madre, il trentino,
con quella del mio ragazzo, triestino.
Per qualcuno due rime bastano a giustificare
una poesia e la voglia di pubblicare,
io non sono molto d'accordo
ma le scrivo prima che me le scordo.
©
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L'autore
Stellaerratica
Elisa G. è semplicemente la persona che dà voce alle elicubrazioni erratiche. Elisa è un torello sanguigno che scopre tardi la poesia, pur conoscendo l'immenso potere della lingua, soprattutto quella italiana che ama tantissimo. Per una sorta di pudore, non condivide i suoi versi fino a novembre 2007. E da lì l'amore
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